Domande frequenti

Risolva tutti i suoi dubbi sul trapianto di capelli nella Clinica CETA.

Trapianto di Capelli nella Clinica CETA

Chiunque può essere candidato per un trapianto?

Il paziente puó essere un buon candidato solo se risponde a due condizioni fondamentali:

  • Che non abbia contratto nessuna malattia generale o cutanea che impedisca la chirurgia.
  • Che la zona donatrice del paziente abbia sufficiente superficie e densità da permettere di ripopolare la zona ricettrice.
• Di quante unità follicolari ho bisogno per realzzare un trapianto di capelli?

Il numero unità follicolari (UFS) che necessita un paziente dipende da diversi fattori:

  • La dimensione dell’area affetta da alopecia (zona ricevente)
  • Le caratteristiche della zona donatrice (spessore dei capelli e densità dei capelli, ossia il numero di UFS per cm2)
  • Le aspettative che il paziente ha.

Lo studio si effettua in base a delle tabelle esistenti (scala Norwood-Hamilton per gli uomini e Ludwin per le donne). Pertanto si consiglia di assistere personalmente alla consulta informativa per ottenere una diagnosi corretta.

• Come è possibile ottenere migliori risultati in un trapianto di capelli?

Ci sono tre aspetti da prendere in considerazione al momento della decisione:

  1. La clinica dove mi rivolgo per eseguire il trapianto deve avere abbastanza esperienza e riconosciuto prestigio nel settore.
  2. La tecnica utilizzata nel centro medico deve essere la più moderna, la più efficiente e con meno efetti secondari.
  3. Il medico che mi informa deve essere obiettivo e spiegare che risultati posso aspettarmi senza illusioni o inganni.
• Chi sono i migliori candidati per un trapianto di capelli?

Orientativamente è possibile tener presente acune linee guida:

Età:   L’ideale sarebbe non operare pazienti troppo giovani dal momento che non si è in grado di quantificare quanti capelli si perderanno. Nei giovani è preferibile iniziare con un trattamento medico (Finasteride e Minoxidil), e valutare successivamente gli sviluppi.

Sesso: La perdita dei capelli di solito è localizzata nell’uomo, mentre nelle donne tende ad essere diffusa. Per tale ragione gli uomini sono sempre candidati migliori rispetto alle donne.

Perdita di capelli: Se la perdita di capelli si è stabilizzata è possibile ottenere migliori risultati dal momento che è possibile collocare la unità follicolari nelle aree corrette. Le persone in cui la perdita di capelli è recente o con alopecia di grado1 e 2 nella scala Norwood e sotto i 40 anni sono i candidati peggiori.

Densità:   Maggiore è la densità della zona donatrice, maggiore è il numero delle unità follicolari che può essere trapiantato. I pazienti con densità inferiore a 50 unità follicolari per cm2 non sono candidati idonei.

Tipo di capelli: Un capello spesso e con molta melanina contribuisce a dare una maggiore densità e un aspetto migliore dopo un trapianto. I capelli ricci inoltre, danno maggiore densità rispetto a un capello liscio.

Che cos'è un trapianto di capelli?

Come ha affermato un dermatologo americano molto tempo fa, un trapianto di capelli non è altro che la redistribuzione del patrimonio pilifero del paziente. Ossia trapiantare, mediante una tecnica chirurgica (FUE, FUT, ecc), unità follicolari (cioè capelli con le corrispondenti strutture) dalla zona donatorice che non è sensibile all’effetto di diidrotestosterone (DHT) all’area ricettrice.

Un po' di storia sul mondo del trapianto di capelli

L’autotrapianto di capelli (inizialmente relizzato mediante porzioni di cuoio capelluto con capelli) è stato effettuato per la prima volta agli inizi del XIX secolo. Il primo a dimostrare la possibilità di trapiantare con successo aree pilifere sugli animali, è stato il dottor Baromio, nel 1804 circa, ma il primo a trattare la calvizie mediante autotrapianto è stato il Dr. Unger, nel 1822. Nel 1822 anche il dottor Dieffenbach pubblica le sue tesi di dottorato in cui descrive l’auto trapianto di peli sugli animali.

Lo sviluppo della chirurgia capillare moderna avviene nel secolo scorso. Nel 1939, un dermatologo giapponese di nome Shoji Okuda è stato il primo a descrivere la tecnica del punch, utilizzando bisturi circolari in pazienti con grandi ustioni. Il dottorr Okuda trapiantava porzioni di pelle e capelli introducendole in piccole aperture realizzate nella zona cicatriziale del cuoio capelluto. In questa manierà vide come protesi nelle aree trapiantate continuavano a crescere capelli nuovi.

Nel 1943, un altro dermatologo giapponese, il dottor Tamura, utilizzò microimpianti di 1-3 peli per ripristinare i peli del pube femminile. Questi piccoli microimpianti furono ottenuti chirurgicamente da incisioni ellittiche nella zona donatrice, utilizzando una tecnica molto simile a quella che si è utilizzata fino a poco tempo fa. Anche se il lavoro Okuda e Tamura fu pubblicato sulle riviste mediche giapponesi, le procedure sono rimaste per qualche tempo nell’anonimato a causa della seconda guerra mondiale.

Il trapianto di capelli fu riscoperto dal dottor Norman Orentriech nella città di New York nel 1952, all’eseguire il primo trapianto di capelli in un uomo con alopecia androgenetica. Nel 1959, il Dr. Orentriech pubblicò la sua opera dopo molti anni di rifiuto da parte della incredula comunità medica. Con lui iniziò l’era moderna del trapianto di capelli. Purtroppo, il suo lavoro era più orientato verso la tecnica del punch di Okuda, piuttosto che verso la tecnica del microimpianto di Tamura. Fu così che la chirurgia capillare moderna ebbe inizio negli anni ‘60, anche se con un indirizzo errato.

Informazioni sulle unitá follicolari

 

Sono uguali tutti i peli sul nostro corpo?

La forma e la struttura del pelo variano a seconda del loro stato evolutivo e della loro ubicazione.

Si possono distinguere diversi tipi di pelo:

  • La cosiddetta lanugine, ossia un pelo fino e di solito non pigmentato, chiaro che circonda il feto e di solito cade intorno all’ottavo mese di gravidanza.
  • La peluria, ossia peli sottili, chiari e quasi invisibili, presenti sulla fronte e sul cuoio capelluto in età pre-puberale.
  • Il capelloterminale, normalmente spesso, lungo e con pigmentazione variabile, tipico dell’età adulta. Sottotipi dei capelli terminali sono visibili sul cuoio capelluto, sulle sopracciglia, sul labbro superiore, mento, ascelle, torace e pube. I peli possono diventare capelli terminali; per esempio, i peli facciali negli adolescenti possono diventare barba. Anche i capelli terminali del cuoio capelluto possono diventare peluria, come succede con la calvizie maschile e l’ alopecia androgenetica femminile.
Che cosa è un’ unità follicolare: UF ?

Se realizziamo una sezione trasversale dei follicoli piliferi e li osserviamo al microscopio, possiamo notare come essi crescono in unità follicolari.

L’unità follicolare (FU) si compone di:

  • 1- 4 capelli terminali,
  • Una peluria capillare
  • fino a nove ghiandole sebacee,
  • i muscoli erettili piliferi,
  • uno plesso vascolare perifollicolare, ed una rete neurale perifollicolare
  • e il perifollicolo (una fascia circonferenziale di sottile collagene che definisce l’unità).

In un trapianto il risultato più naturale si ottiene attraverso l’ innesto uno ad uno di unità follicolari al fine di evitare un cattivo risultato estetico tipico delle tecniche più antiquate come il punch o la tecnica FUT dove diverse UFS, vengono impiantate nel medesimo foro.

 

injerto de pelo

unidades foliculares

Trattamenti nella Clínica CETA

Quali sono i trattamenti più efficaci secondo la Clinica CETA?

Al giorno d’oggi, due soli farmaci sono approvati e accettati come utili per il trattamento di alcuni tipi di calvizie dalla società scientifica internazionale. Uno è somministrato per via orale, il FINASTERIDE, e un altro viene applicato localmente, il MINOXIDIL. Degli altri farmaci, vitamine, lozioni, unguenti, laser o qualsiasi altra procedura non chirurgica non si è stati in grado di accertare l’efficacia mediante studi scientifici.

Evoluzione Postoperatoria dopo il trapianto in Clínicas CETA

Qual è l'evoluzione di un trapianto con tecnica FUE-CETA?

Evoluzione dopo un trapianto con tecnica FUE:

1° giorno dopo l’intervento:

Zona ricettrice: Soluzione salina ogni 2 ore. Raramente può apparire una infiammazione sulla fronte.

Zona donatrice: Lieve disagio quando si preme sulla zona di estrazione. Si recupera la sensibilità e scompare la sensazione di “casco”, prodotta dall’ anestesia locale somministrata il giorno precedente. Di solito non è necessario nessun tipo di analgesico. Le piccole ferite si sono cicatrizzate. Si avverte un senso di prurito dovuto alla cicatrizzazione.

2 ° e 3 ° giorno:

Zona ricettrice: Le piccole croste presenti sono scomparse con l’inizio del lavaggio di questa zona. Il rossore è minimo grazie all’utilizzo dell’ Implanter-CETA. Non c’è infiammazione. Si comincia con minoxidil per cercare di ridurre al minimo la fase Telogen Effluvium.

Zona donatrice: Nessun dolore. Il prurito è sparito grazie ai continui lavaggi della zona con shampoo a pH 5.5. Il terzo giorno le piccole ferite sono completamente guarite.

1 ° settimana:

Zona ricettrice: Il rossore è scomparso. Il cuoio capelluto attorno ad ogni incisione è guarito, mentre i capelli circostanti risultano ancora induriti a causa dello shock del trapianto.

Area donatrice: I capelli sono cresciuti in maniera sufficiente da rendere difficile la percezione che si siano estratte unità follicolari dalla zona.

2 ° settimana:

Zona ricettrice: Sembra e si sente come la barba di una settimana. I follicoli trapiantati rimangono duri al tatto.

Zona donatrice: Non ci sono anomalie o segni visibili

2-8 settimane:

Zona ricettrice: Fase in cui i capelli possono iniziare a cadere entrando nella fase telogen (telogen effluvium). Ci può essere una perdita dal 30 al 70%. Quando si realizza un trapianto dicapelli, il capello nativo può anche cadere (ma si rigenererà dato che la caduta interessa i capelli e non il follicolo). Ne consegue trattamento con minoxidil 5%.

Zona donatrice: La sensazione di intorpidimento nella zona donatrice è scomparsa. Si può muovere meglio il collo muovendo in avanti la testa.

2 a 6 mesi:

Zona ricettrice: Fase di grandi aspettative per il paziente. In alcuni casi i capelli cominciano a crescere passati 3 mesi. I capelli trapiantati cominciano a crescere, soprattutto come capelli fini.

5 a 10 mesi:

Zona ricettrice: I capelli nativi caduti in precedenza cominciano a ricrescere.

8 mesi:

Zona ricettrice: I capelli trapiantati continuano a crescere e ad addensarsi. Di tanto in tanto ci può essere un piccolo cambiamento nella struttura dei capelli.

8 a 12 mesi:

Zona ricettrice: Il capello continua a crescere ed inspessirsi anche durante il 9°, 10° e 11° mese.

1 anno:

Zona ricettrice: È possibile vedere il 90% del risultato finale.

1-2 anni

Zona donante: Si può ancora ottenere un aumento di densità nel secondo anno. Se si è verificato qualche cambiamento nella struttura dei capelli,in questa fase di solito scompare.

Qual è il periodo postoperatorio dopo l'intervento chirurgico con FUE-CETA?

La fase postoperatoria in qualsiasi intervento chirurgico è direttamente correlata alla aggressività della tecnica chirurgica utilizzata. Il trapianto con tecnica FUE-CETA all’ essere un piccolo intervento chirurgico non comporta praticamente alcun disagio post-operatorio.

A differenza della tecnica FUT in cui viene prataicataun’ incisione profonda estraendo un lembo di cuoio capelluto, con conseguenti puntii di sutura; la tecnica FUE-Ceta, non comporta nessuna incisione chirurgica o sutura, in questa maniera il disagio postoperatorio è minimo e il giorno dopo il paziente può riprendere la sua vita normale. Di seguito i consigli che offriamo ai nostri pazienti dopo un intervento con tecnica FUE-CETA.

Istruzioni nel periodo post-operatorio

  1. Dopo l’intervento, pranzare o cenare con cibi morbidi e facili da masticare.
  2. Non bere alcolici per i 2 giorni successivi all’intervento.
  3. Non prendere aspirina o tutti i farmaci contenenti acido acetilsalicinico.
  4. Non assumere integratori vitaminici.
  5. Prendere i farmaci raccomandati dalla Clinica CETA sempre e solo dopo i pasti.
  6. Rilassarsi durante il giorno successivo all’intervento.
  7. In nessun caso si dovrebbe graffiare o toccare le piccole croste (se presenti) nella zona donatrice e ricevente. E ‘molto importante mantenere il cuoio capelluto pulito dai germi presenti sulle mani o nelle unghie.
  8. Per quei pazienti che decidono di prendere il cortisone per evitare gonfiore al viso, si consiglia di non assumere sale durante i pasti per i 5 giorni successivi all’intervento chirurgico.

 

ISTRUZIONI PER LAVAGGIO:
IMPORTANTE: non è possibile utilizzare nessun prodotto chimico sui capelli almeno per un mese dopo l’intervento chirurgico (tinture, spray per capelli, gel per capelli, schiuma, ecc …)

  • 1º E 2º GIORNO POST-OPERATORIO:

Zona ricevente: Spruzzare una soluzione salina ogni 2 ore tranne durante le ore notturne. Non lavare, l’innesto deve rimanere pulito di sangue.

Zona donatrice: lavare la zona donatrice 1 volta al giorno, con molta attenzione con le dita (senza utilizzare le unghie) e con acqua calda. Utilizzare shampoo Jhonson Baby o uno shampoo di farmacia con ph 5.5. molto poco aggressivo.

  • Giorno 3-15:

– Lavare la testa 2 volte al giorno, mattina e sera con shampoo Jhonson Baby o shampoo di farmacia con ph 5.5

-Per i primi 4 giorni utilizzare solo i polpastrelli e le dita delicatamente.

– È importante aumentare l’attrito nel lavaggio gradualmente durante i giorni successivi.

– MAI usare le unghie.

– Se ci sono croste, lasciare agire lo shampoo per un paio di minuti prima di sciacquare bene in maniera tale che scompaiano.

– Se si fa uso di Minoxidil è possibile iniziare ad usarlo a partire dal 3º o 4º giorno dopo l’intervento. Se il cuoio capelluto è irritato, ridurre la dose a 1 volta al giorno o aspettare un’altra settimana.

 

  • GIORNO 15 A 2 MESI:

– Lavare i capelli con lo shampoo sopra indicato.

 

  • Dopo 2 mesi: si può riutilizzare il vostro normale shampoo.

Classificazione della perdita dei Capelli

Grado di perdita dei capelli, Clinica CETA

Ci sono diverse scale per classificare il grado di alopecia di un paziente. Tuttavia è scala Norwood-Hamilton, che viene utilizzata per l’alopecia maschile, mentre nel caso di alopecia femminile viene utilizzata la scala di Ludwig.

Ricostruzione linea frontale nella Clinica CETA

Linea frontale nella Clinica CETA

In Clinica CETA prestiamo particolare attenzione alla ricostruzione della linea frontale. Il desegno e la posizione della linea frontale sono fondamentali per assicurare un risultato quanto più naturale. L’obiettivo è quello di ottenere una linea frontale in armonia con l’età del paziente. La dimensione e la forma della testa varia da persona a persona, e della stessa maniera varia la forma e la posizione della line frontale.

Di solito, una distanza di circa 8 cm (4 dita) al disopra delle sopracciglia è la distanza normale per una linea frontale, ma in alcuni casi può essere maggiore o minore dipendendo dall’estetica facciale e dalla dimensione e dalla forma specifica della testa. Le proporzioni del viso e del cranio, così come la qualità della zona donatrice, sono fattori di estrema importanza.

Ciò che più importa in un trapianto di capelli è ottenere un risultato naturale.

Li basi per un corretto disegno della linea fronatle sono:

  1. Posizionamento di ciascuna unità follicolare nella direzione corretta. Di solito i capelli crescono nella linea frontale con un angolazione di circa 45-60 gradi e tale angolazione va riducendosi a mano amano che ci si avvicina alla zona temporale. L’ utilizzo di implanter ci permette di collocare ogni follicolo con un’angolazione precisa.
  2. La prima riga di capelli trapiantati supporta solo unità follicolari di un singolo capello.

Dietro questa prima linea si possono impiantare unità di 2 capelli, proseguendo gradualmente con unità di 3 o anche 4 capelli man mano che ci avviciniamo alla zona posteriore.

  1. La densità nella linea frontale e del terzo anteriore del cuoio capelluto deve essere elevata. Quest’ ultima dipende dalla massa dei capelli, che a sua volta è condizionata dal numero di peli, dallo spessore, dalla consistenza e dal colore degli stessi. Inoltre, il contrasto cromatico tra il cuoio capelluto e i capelli ha anche una notevole influenza sulla illusione di pienezza. La densità media dei capelli in pazienti che non calvi è di circa 70 unità follicolari per cm² (circa 200 peli), ma solo il 50% è di tale importo è necesario per ottenere una parvenza di densità normale, vale a dire, 35 UFS / cm² (100 capelli / cm²). In CETA tutte le nostre linee frontali sono superiori a 45 follicoli / cm2.

 

CIRUGIA

Il problema dell’alopecia, Clinica CETA

Come è la fisiologia del follicolo pilifero?

Il cuoio capelluto contiene molti follicoli piliferi la cui struttura viene descritta nelle altre sezioni di questo sito. Questi follicoli attraversano diverse fasi nel corso della loro vita.

Fase anagen: dura circa tre anni. È la fase attiva del follicolo. A causa del movimento elevato o della divisione cellulare alla base del follicolo, muoiono molte cellule che diventano cheratina, che si deposita per strati formando filamenti (peli) che crescono ad una velocità di circa 1 cm ogni mese.

Fase catagen:  Durante questa fase, che dura diverse settimane, si verifica ls cheratinizzazione della base delcapello, liberando così la papilla dermica del capello, fino a che quest’ultimo cade, con il fine di rinnovare il capello dopo una fase di riposo del follicolo. Questo vuol dire che la fine della fase catagen è segnata dalla caduta dei capelli “vecchi”.

Fase telogen:   Dopo la caduta del capello nella fase catagen si verifica una cessazione dell’attività del follicolo pilifero e per un periodo da 3 a 5 mesi non si assiste alla formazione di nuovi capelli. Si stima che circa il 10% dei capelli del cuoio capelluto siano in fase telogen. Passati questi mesi di riposo si inizia nuovamente una fase anagen e i capelli tornano a crescere.

Sebbene queste fasi si ripetono nei follicoli piliferi per tutta la vita, è possibile che alcuni incidenti possano far precipitare il follicolo da una fase ad un’altra in maniera prematura. A volte, dopo l’intervento chirurgico si nota una perdita di capelli sani del paziente, ciò è dovuto esclusivamente al fatto che questi peli entrano bruscamente in una fase catagen-telogen a causa del trauma chirurgico. Dopo pochi mesi inizia una nuova fase anagen e il capello torna a crescere.

Perché si verifica la calvizie?

Ci sono molti tipi di calvizie ciascuno dei quali è causata da cause diverse, ci sono quelle indotte da infezioni, traumi, incidenti, cicatrici chirurgiche, ustioni, e altre cause immunologiche, ma senza dubbio la causa più comune di calvizie nell’uomo è chiamato alopecia androgenetica o hormonogenética.

La causa della calvizie androgenetica risiede nella genetica e riguarda specificamente un gene che può essere ereditato come carattere autosomico dominante. Questo gene ” della calvizie” si trasmette ai figli/e sebbenel’atttivazione dipenda dai livelli di ormoni maschili (androgeni) nel corpo. Pertanto non è più comune nelle donne che negli uomini.

L’azione del testosterone che è il principale androgeno, nei pazienti geneticamente predisposti, è quella di indurre a un progressivo diradamento dei capelli. E ‘per questo che durante la pubertà di solito iniziail graduale diradamento dei capelli, in coincidenza con l’aumento dei livelli di testosterone.

Da fattori genetici dipende anche la distribuzione della calvizie, anche se di solito è predominante nella zona anteriore e nello scalpo, ad eccezione della regione temporale e occipitale (regione laterale e posteriore della testa).